Controllo cardiologico preventivo: quando farlo e cosa aspettarsi

Il cuore è un muscolo straordinario: batte circa centomila volte al giorno, senza che noi dobbiamo fare nulla. Proprio per questo tendiamo a darlo per scontato, finché non comincia a darci qualche segnale.

Palpitazioni, stanchezza inspiegabile, fiato corto dopo sforzi che prima non erano un problema, sensazione di pressione al petto: sono tutti segnali che meritano attenzione. Non paura, attenzione. C’è differenza.

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ECG, Holter, visita cardiologica: cosa sono, in parole semplici

Quando si parla di controlli cardiologici, si sentono spesso termini che sembrano tecnici ma che descrivono cose abbastanza semplici.

La visita cardiologica è l’incontro con lo specialista: oltre agli esami strumentali, il cardiologo ascolta il cuore con il fonendoscopio, raccoglie la storia clinica della persona, valuta i fattori di rischio e aiuta a capire se e quali approfondimenti siano necessari.

L’eco-colorDoppler cardiaco è un’ecografia del cuore. Attraverso gli ultrasuoni permette di osservare la struttura del cuore — le sue valvole, le camere, lo spessore delle pareti — e di valutare come il sangue scorre al suo interno. È un esame indolore e non invasivo, utile per capire se il cuore lavora come dovrebbe, sia nelle dimensioni che nella funzione.

L’Holter cardiaco a 3 e 12 derivazioni è invece un ECG prolungato: si indossa un piccolo registratore per 24 ore (o anche più) che monitora il cuore durante la vita quotidiana — mentre si cammina, si dorme, si sale le scale. Serve soprattutto quando i disturbi compaiono a intermittenza e durante una visita normale il cuore “si comporta bene”

L’elettrocardiogramma (ECG) è una fotografia del ritmo del cuore. In pochi minuti, attraverso degli elettrodi applicati sul torace, registra l’attività elettrica del cuore in quel momento. È rapido, indolore e dà informazioni preziose.

A chi serve un controllo cardiologico?

Non solo a chi ha già avuto problemi. I controlli cardiologici preventivi sono utili anche e forse soprattutto per chi sta bene ma vuole restare tale.

In particolare, è una buona idea parlarla con il proprio medico se si ha familiarità con problemi cardiovascolari, se si è over 40 e non si fa mai un controllo da anni, se si fuma o si è smesso da poco, se si ha la pressione alta o valori di colesterolo alterati, oppure se si pratica attività fisica intensa e si vogliono escludere controindicazioni.

Non serve aspettare un campanello d’allarme

La prevenzione cardiovascolare funziona meglio quando si agisce prima che il problema si manifesti. Un controllo periodico non è catastrofismo: è buon senso.

Se hai dubbi, il punto di partenza è sempre il tuo medico di base, che può indicarti se e quando sia opportuno approfondire con uno specialista.

Controllo cardiologico preventivo: quando farlo e cosa aspettarsiQuesto articolo ha scopo puramente informativo e divulgativo. Non sostituisce in alcun modo la consulenza del medico o dello specialista.

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